Fino ad oggi, le soluzioni adottate contro il problema dell’inquinamento sono state molteplici: blocco della circolazione, chiusura dei centri storici, targhe alterne… Tutte soluzioni più o meno discutibili perché poco hanno fatto in termini di abbattimento delle emissioni inquinanti, ma al contrario, hanno causato non pochi disagi alla popolazione di Mestre e dintorni. Il Comune di Mestre ha perciò deciso di realizzare nella sua città un trasporto pubblico elettrico, in quanto necessario, secondo l’assessore ai lavori pubblici, a fornire una valida alternativa al trasporto privato e quindi alla diminuzione del livello di inquinamento atmosferico ed acustico.
Ma molti non sono d’accordo.
In tanti sono infatti a sostenere che i benefici non saranno maggiori ai disagi e alle proteste che i cantieri hanno causato fino ad oggi. E’ sufficiente cliccare su YouTube, sotto la voce «rotaia killer», su uno dei numerosi video che testimoniano cadute e incidenti lungo la linea del tram di Padova, dove la monorotaia ha già causato un morto e 300 feriti, di cui 4 rimasti invalidi.
A questo punto non ci resta che chiederci perché progetti così pericolosi per i cittadini siano approvati e realizzati senza che li stessi vengano realmente informati sulla loro pericolosità: Si dovra’ aprire anche a Mestre un Comitato vittime metrobus?
Translohr Padova rotaia killer caduta e ferimento
Translor Padova incidente moto rotaia killer futuro dazoppo
Translohr Padova rotaia killer incastro ruota di bici
Scene di ordinaria follia italiana, o meglio vicentina. Ogni tanto, quando le ricerche segnalano il superamento di ogni limite d’inquinamento in città, si ritorna a parlare di smog, polveri sottili ed emissioni. Allora piovono indignazioni, esperti ed opinione pubblica si interrogano e discutono sulle possibili soluzioni, tra progetti di auto futuristiche e “facciamo come in Olanda, là si che sono rigorosi” arriva lui, l’immancabile quanto meno furbissimo provvedimento dei sindaci e dei loro assessori che, bendati, scelgono un capro espiatorio a caso e ne fanno la causa prima di tutti i mali dell’uomo. Ecco la geniale trovata: stop ai veicoli Euro 0 e Euro 1 in centro e nei dintorni. Giusto, queste auto sono vecchie e costruite senza rispetto per l’ambiente in quanto inquinano di più di quelle nuove. Ogni anno infatti le nuove auto immatricolate rispettano degli standard sempre più rigorosi, o almeno dovrebbero esserlo, nelle emissioni inquinanti e quindi meritano gli appellativi di Euro 4, 5 etc. Peccato che i provvedimenti trascurino il fatto che tutti i SUV e i “macchinoni” dei vicentini per bene inquinino 2 0 3 volte di più del carretto Euro 1 di quel poveraccio che non ha i soldi per comprarsi un’auto nuova. Alla faccia dei provvedimenti ecologici. Di sicuro non è solo colpa dei sindaci, ma di tutto un sistema, quello dell’industria automobilistica, che se la ride di fronte alla rovina dell’ambiente e attacca al SUV l’etichetta Euro 5, pigliando tutti per fessi. Fate una cosa, fighetti, scendete da quel mostro ecologico di auto e prendete i mezzi pubblici…no, forse è meglio di no, in questa stagione rischiate il congelamento nell’aspettare un treno soppresso o in ritardo di 120 minuti…Ah già, questa è un’altra storia.