17 Gennaio 2009

IL TRENO BEFFA

Categoria: Treni — Tags: – Giorgia @ 13:27

Sono un utente delle vie ferroviarie Padova-Vicenza e Vicenza-Schio. Prima premessa: assegnazione immediata del premio “Volpe d’oro” a chi programma gli orari dei treni, cioè a chi ha previsto l’arrivo a Vicenza del Regionale da Padova alle 13.01 e la partenza di quello per Schio alle 13.03. ora racconto ciò che è accaduto il 18 Novembre scorso, e che peraltro accade (quasi) tutti i giorni. Il treno da Padova è arrivato a Vicenza alle 13.03 con i canonici minuti di ritardo, canonici perchè circa un kilometro prima della stazione rallenta e procede esasperatamente a passo d’uomo, sono i regolamenti di sicurezza, ha spiegato una volta un ferroviere, magari perchè andando a più di 10 all’ora rischia di deragliare.

L’apertura delle porte è come il colpo di pistola del “via” della gara dei 100 metri. La corsa sfrenata è verso il binario giardino dove, alle 13.03 spaccate, il treno per Schio è appena partito, facendo marameo ai centometristi. Un ferroviere dice che i treni partono in orario(!!!!) e che non possono aspettare l’arrivo degli altri treni, mi sembra che una volta si chiamassero coincidenze. Sarebbe bastato attendere un paio di minuti, ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, del grado di rispetto di Trenitalia verso gli utenti, cioè zero, o forse meno di zero.

Seconda premessa: Trenitalia da anni, nel furbesco tentativo peraltro malriuscito, di limitare i ritardi, continua ad aumentare i tempi di percorrenza, vale a dire che se per andare da A a B ci vogliono 10 minuti, mettono in orario 15, cosicchè se prendete un orario di tren’anni fa vedrete che allora i treni impiegavano meno di adesso! Difatti il nostro regionalino Vicenza-Schio delle 13.03 impiega 50 minuti per percorrere 31 kilometri, alla media umoristica di 35 km/h.

Il 18 Novembre dopo essere partito spaccando il minuto e lasciando a terra tutti i “Padovani” è arrivato a Cavazzale in anticipo ed è rimasto fermo 2 minuti; a Dueville è rimasto fermo 7 minuti, a Thiene 6. Credo che ogni commento sia superfluo. Purtroppo c’è ancora qualcuno che per spostarsi è costretto a utilizzare Trenitalia, azienda destinata inevitabilmente al fallimento. E ancora più purtroppo, tanto per restare in attualità, quando subentrerà la CFI (Compagnia Ferroviaria Italiana) dovremo anche pagare i debiti della fallita.

Franco Zanella

Schio