La nuova Alitalia ha iniziato ad operare come vettore nazionale qualche giorno fa, più esattamente il 13 gennaio dalla “fusione-pasticcio” tra AirOne, Alitalia, Stato Italiano e AirFrance. A più di un anno dall’ultimo tormentone elettorale cosa ci troviamo in mano (dal momento che più o meno utopisticamente Alitalia siamo anche noi)? Le cose sono andate verso un lento, ma efficace miglioramento?
Ancora una volta, si tratta della vecchia e cara strategia politico economico Italiana: “POCHE IDEE..MA BEN CONFUSE”. Alitalia, da 20 anni a questa parte ha sempre avuto difficoltà economiche date da diversi fattori, come: sprechi di risorse finanziarie (Alitalia è l’unica compagnia che va e prendere e porta -in auto- i comandanti di volo da casa all’aeroporto); forti contingenze della politica nelle scelte aziendali, mancata deregulation (spinta alla concorrenza nel mercato)..e con la nascita di Malpensa..anche difficoltà logistiche, dal momento che Alitalia è l’unica nazione con due hub -aeroporti di riferimento- e che l’Italia ha un traffico aereo tra i più bassi d’Europa. In campagna elettorale, Berlusconi, aspirante premier, sosteneva che Alitalia dovesse rimanere una bandiera dell’italianità! “Non si vende ai Francesi” era uno slogan che sovente si sentiva nei comizi. E oggi? AirFrance. Come AirFrance!? Eh sì..alla fine c’è stata una cordata..