28 Gennaio 2009
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo articoletto che ho trovato sul sito www.freeonline.org
A me sembra un’idea carina e un valido aiuto per i pendolari.
“Pendolaritalia nasce dall’idea di giovani professionisti nell’ambito IT, allo scopo di offrire un servizio gratuito, utile agli utenti che si spostano spesso per lavoro o divertimento. Pendolaritalia.it vuole essere un punto di riferimento, un modo per condividere la propria auto con altre persone, un aiuto a tutti coloro che non posseggono un’auto, un nuovo modo di viaggiare, ecologico e intelligente: risparmiare, risparmiando l’ambiente. Il servizio è gratuito: tutti possono registrarsi ed accedere alle funzionalità offerte dal sito in modo semplice e intuitivo utilizzando il web come strumento di contatto tra persone che hanno la necessità di spostarsi.”
Date un’occhiata al sito www.pendolaritalia.it e poi fatemi sapere cosa ne pensate…:-)
Da quanti anni ormai si parla di problemi nei trasporti pubblici?
Da quanti anni questi enti continuano a spendere inutilmente i soldi di noi contribuenti senza rendere servizi ben funzionanti?
Non so in quanti si siano già fatti queste domande, penso chiunque che almeno una volta nella sua vita abbia preso un treno…
Mi è capitato sotto le feste di voler fare una gita a Milano con degli amici, visto il periodo ed il tempo incerto, abbiamo deciso per il treno.
Non sorprenderò nessuno nel dire che il treno in arrivo da Venezia, era in ritardo di venti minuti… che sono lievitati poi durante il tragitto arrivando a quasi un’ora di ritardo all’arrivo, certamente chi avesse avuto una qualche coincidenza non era di certo al settimo cielo.
A noi non ha creato gravi problemi, ma ciò fa riflettere, cerco di mettermi nei panni di quei poveri pendolari che quotidianamente vivono o meglio sopportano queste situazioni e questo quando va bene! Quando va peggio si ritrovano ad avere a che fare con un qualche sciopero o guasto.
Quello che maggiormente infastidisce, è il fatto che questi poveri cristi usano i treni come mezzi di trasporto per andare a lavorare o per andare a studiare.
E’ accettabile il fatto di dover partire con ore di anticipo, come mi ha detto una studente pendolare che era li con noi:”almeno prima o dopo si arriva”?
E quando non si arriva?! Si rischia di perdere un esame importante, o di mettere a rischio il posto di lavoro…
Mi sono informato a riguardo, per cercare di risolvere queste situazioni, si è provato a liberalizzare il mercato ferroviario, scelta che può aiutare a migliorare la situazione che si era creata ma che tuttora continua a persistere, questo perché in realtà in Italia il mercato ferroviario non è liberalizzato, in quanto la separazione formale di rete e operatore ferroviario è solo formale, perché sia Rfi che Trenitalia sono partecipate al 100% dalla stessa holding, Ferrovie dello Stato.
Trenitalia è monopolista del mercato, dove detiene una percentuale di quote molto alta nel settore merci e quasi totale nel settore passeggeri.
Ecco spiegato dunque il perché sia cambiato poco o niente, ma non vuol dire che sia la strada sbagliata.
Sulla carta è possibile competere, tanto che alcuni operatori merci alternativi a Trenitalia stanno aumentando lentamente le loro quote di mercato e alcuni operatori nel settore passeggeri entreranno nel mercato nei prossimi anni.
Purtroppo la strada sarà ancora lunga in quanto i privati trovano ancora difficoltà ad entrare, la mancata separazione tra Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), crea un sistema di favori incrociati, si ha inoltre la barriera all’entrata degli oneri di servizio pubblico, che meriterebbero di essere ritoccati.
La creazione della rete ad alta velocità comunque potrà aiutare questo cambiamento, in quanto consentirà una maggiore concorrenza tra gli (eventuali) operatori, perché creerà una maggiore disponibilità di tracce orarie.
Ricordo che trenitalia opera in regime di quasi monopolio pubblico e, nonostante questo, continua a maturare perdite per miliardi di euro, nonostante i prezzi dei biglietti siano aumentati anche del 15% l’anno e nonostante i contributi statali e regionali.
Questo non è tollerato nelle aziende private in quanto non riuscirebbero a sopravvivere, mentre nel pubblico a causa di dirigenti super pagati, esuberi di personale, ecc. questo è quasi la norma.
La liberalizzazione completa del trasporto ferroviario deve essere un obbiettivo primario del governo, assieme alla privatizzazione di Trenitalia e Rfi ,vietando la possibilità di un azionariato incrociato o altri conflitti di interesse tra gestore della rete e operatore del servizio.
Suona la sveglia, puntuale e fastidiosa, come ogni mattina e mi chiedo se sia il caso di affrettarmi, perchè già tremendamente in ritardo, per salire ” a bordo ” del mio treno, o trenino, come son tentata di chiamarlo qualche volta per il suo grazioso nome, Minuetto. Per curiosità faccio delle ricerche su questo bizzarro nome e scopro che la parola deriva dal francese e, riferita ad una danza, significa “a passi lenti e minuti”. Che Trenitalia volesse avvertirci in qualche modo? Arrivo in stazione e visto il mio inaspettato anticipo ne approfitto per comprare il biglietto per il giorno dopo, ma la macchinetta automatica è rotta, il bar più vicino chiuso e l’obliteratrice fuori servizio. Forse non ho scelto il momento migliore. Sconsolata attendo sul mio stretto e affollato binario, quando vengo assordata dal suono della campanella che annuncia l’arrivo del treno, se mai arriverà. Poco dopo, infatti, eccola la cordiale voce che annuncia: ” il treno regionale numero…pr
oveniente da…per…è…”, e qui sembra faccia una pausa per creare suspance e tutti restan con l’orecchio teso, “in ritardo di 5 minuti”…sollievi tra i viaggiatori che si sarebbero stupiti del contrario. Anche il treno si è preso a letto stamane. Finalmente arriva e non posso salire perchè la porta è fuori uso, quindi col branco mi sposto verso l’unica altra entrata e cerco, una volta salita, di trovare il miglior incastro tra le braccia, le gambe, gli zaini e le valigie, di chi, come me, mi sta maledicendo in quel momento, non dimenticando di ritagliarmi uno spiraglio per respirare quella calda e vissuta aria che mi avvolge. Finalmente arrivo dalla stazione di provincia alla stazione di città, dove un vecchio treno, giallognolo e non del tutto lindo, mi attende per portarmi nella città ancora più grande, ovviamente anch’esso in ritardo. Eccomi finalmente a destinazione, pur consapevole che il mio viaggio ad ostacoli ancora non è terminato. Dal finestrino intravvedo, infatti, quei simpatici signori col giubbotto giallo e lo sguardo austero che realizzano le loro giornate nel controllare se, terminato il tuo viaggio, tieni per ricordo il biglietto. Superati anch’essi con un sorriso spontaneo, mi dirigo verso il sottopassaggio più vicino, ma mi accorgo che è chiuso per lavori e giro le spalle…attenta a non cadere per le scale perennemente bagnate negli orari di punta, arrivo all’entrata dove una monumentale impalcatura mi obbloga ad un giro turistico della stazione, tentandomi con giornali e caffè, che inevitabilmente acquisto e consumo. Comincio a chiedermi, non tanto se arriverò a lezione, quanto se riuscirò a vedere uno scorcio di città. Ci riesco, ma già mi preparo psicologicamente al viaggio di ritorno quando quegli snob di eurostar sempre in ritardo vorranno la precedenza e quelle coincidenze così ben calcolate mi faranno chiudere al meglio la giornata. Nell’attesa silenziosa rifletto e concludo con piacere che da quando frequento questo mezzo ho una linea perfetta, senza andare in palestra, e ho sviluppato una pazienza invidiabile, tanto da osar dire che la pazienza è sì la virtù dei forti, ma anche dei pendolari. Finalmente, comunque arrivo a casa e penso: “Bè, dai, almeno oggi il treno non aveva le sue cose e non ha scioperato! Mi è andata bene”. Giornata storta e inconsueta? No, giornata ordinaria…
Sono convinta che questo mezzo così importante per numerosi lavoratori e studenti, se ben funzionante, sia comodo e conveniente. Nemmeno protesterei troppo per gli aumenti dei prezzi, se fossero compensati con miglioramenti di ogni tipo, a partire dalla puntualità e la frequenza, terminando con la pulizia e la sicurezza. Purtroppo non è così. Tuttavia, non demordo e fiduciosa in un cambiamento continuo a frequentarli, pur facendo sentire la mia voce. Il treno raggiunge posti distanti in tempi accettabili e in zone centrali delle città, inquina e costa molto meno di un’automobile e, se vogliamo, permette di rilassarsi, studiare, leggere o semplicemente fare una chiaccherata con l’amico che inevitabilmente incontri e che di solito non vedi da molto. Insomma…viaggiare in treno non è poi così male, anzi. Invito Trenitalia,però, a non preoccuparsi più di renderci il viaggio “interessante”…lo sarebbe già di per sè.
27 Gennaio 2009
Pensateci bene!
Tutti e sette i vizi capitali sono presenti nella tortura di ogni pendolare.
Dalla vile lussuria alla tanto tediata superbia, passando per i restanti cinque, nella mente si mischiano una serie di sentimenti che torturano i malcapitati, che ogni giorno, si avventurano su quelle scatole metalliche.
Come per il peccato di Lucifero, il primo a manifestarsi è la superbia di quelli che si sentono troppo bravi per vendere i biglietti, ignorando e trattando da stupidi tutti coloro, che comprando i biglietti, sfamano lui e la sua famiglia (anche se sembrano troppo stressati per averne una).
A ruota, segue l’invidia dei controllori di bordo che, pensando che tutti i presenti stiano facendo un viaggio di piacere, trattano in maniera maleducata, spesso senza la cortesia di salutare, i poveri malcapitati.
Ed ecco il principale peccato di cui ogni pendolare soffre: l’ira.
L’ira mette in luce i pensieri più reconditi e li tramuta, a volte, in critiche costruttive e, nella maggior parte dei casi, in un vortice di eresie e bestemmie ai dèi più disparati.
Tristezza per i ritardi dei treni e per l’inefficienza dei servizi, unita al frustramento di una giornata, che peggiora nel momento che si sente una frasetta magica “Ci Scusiamo per il disagio”, fanno parte dell’accidia presente nel viaggiatore.
Avarizia! L’avarizia merita una piccola parentesi. Vi ricordate quanto costava un biglietto di seconda classe per Padova o Venezia 5 anni fa? Bene confrontate il prezzo con quello attuale e traete le vostre conclusioni.
Ora il mio preferito! Gola! Chi in un normale viaggio, (e per normale intendo puntuale), non ha provato una serie estenuante di crampi dovuti alla fame? Bene, immaginatevi in un treno con mezz’ora di ritardo.
La domanda di chiunque ora è: e la lussuria che c’entra?
La risposta è semplice! Dopo i primi sei punti chi non vorrebbe metterlo nel culo a trenitalia? (e scusate il francesismo!)
Questi sono i 7 tremendi peccati che deve sorbire il povero viandante.
Chiuse in una scatola di latta, le nostre care sardine non possono fare altrimenti che desiderare ardentemente il giorno in cui concretizzeranno, il sopra descritto, vizio lussurioso!

Renato Chisso
Ieri a Mestre la rivolta dei pendolari delle linee Venezia-Vittorio Veneto-Belluno, Venezia-Portogruaro, Venezia-Castelfranco, che hanno manifestato davanti alla direzione del Trasporto regionale del Veneto di Trenitalia. Sono riusciti ad ottenere un incontro, ma i rappresentanti della società non hanno detto loro nulla di nuovo: si incaricheranno di far luce sui disservizi, ribadendo però la propria posizione. Per Trenitalia infatti in Veneto la puntualità dei treni è più alta che in altre regioni e l’affollamento è oggetto di studio, bisogna attendere.
L’assessore alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso, ha ricordato il ruolo della regione nel difendere i pendolari: “Ricordo che ogni anno ci confrontiamo con Trenitalia e le contestiamo le inadempienze. E le testimonianze dei viaggiatori sono spesso determinanti per rappresentare le negatività e quantificarle in termini di sanzioni. Il cui introito – ribadisce l’assessore – restituiremo ai pendolari, come in passato, sotto forma di sconti sugli abbonamenti”. (Ufficio Stampa della regione Veneto)
Intanto sui giornali ci si chiede se effettivamente la regione stia facendo tutto il possibile, alcuni avanzano l’ipotesi che Trenitalia non riceva abbastanza soldi dalla regione per migliorare il servizio. Quello che si sa è che i pochi che riceve li spende proprio male.
Breve descrizione dei treni italiani: sporchi, malfunzionanti, sistematicamente in ritardo e pieni di guasti di ogni genere. Fenomenologia di un problema (tutto italiano) meglio conosciuto con il suo nome in codice: “Ci Scusiamo Per Il Disagio“…
Eh si… perché grazie a questa magica formuletta, le Ferrovie dello Stato (e non solo) pretendono di lavarsi la coscienza per tutte le centinaia di afflizioni che ogni giorno riversano sui propri utenti o peggio ancora sono convinti che una persona dovrebbe consolarsi per aver perso un esame, un colloquio di lavoro, per essersi visto togliere delle ore dallo stipendio, per aver “cannato” l’ultima coincidenza disponibile per tornare a casa la sera ed altre decine e decine di danni economici, morali e personali. Bella soddisfazione!
E come se non bastasse, a tutto questo si sommano gli innumerevoli e purtroppo frequenti scioperi, fatti proprio per creare maggiori disagi ai cittadini. Ma che colpa ne abbiamo noi? Cosa centriamo con le trattative per il rinnovo di contratti sindacali ecc…? Perché devono essere sempre gli utenti a pagare? Perché chi paga deve sempre pagare? Perché rispondere ad un disagio creandone altri?
Ah…ma aspetta, basta formulare la parola magica e tutto si risolve per incanto! “Ci scusiamo per il disagio”. Come se non ci potessero fare nulla, siamo costretti a fare così, siamo costretti a rendervi una giornata infernale, però ce ne scusiamo!
Grazie grazie…troppo gentili! Ora sto veramente meglio, anzi un bel vaffanculo direi che ci sta proprio a pennello!
E tu cosa ne pensi? Quante volte ti è capitato di ascoltare e bestemmiare dopo il “ci scusiamo per il disagio? Sfogati e discuti…
26 Gennaio 2009
Dopo che Trenitalia ha imposto ai suoi utenti:
-
i nuovi orari (sicuramente non con lo scopo di agevolare i loro fruitori)
-
la sostituzione dei vecchi Intercity con i nuovi treni Eurostar (molto più cari dei primi)
-
l’aumento del costo di biglietti e abbonamenti
E’ tempo che anche noi utenti proponiamo -perché imporre è impossibile purtroppo- la nostra a Trenitalia: che ne direste del pagamento di 10 centesimi di penale per ogni minuto di ritardo accumulato? Magari da utilizzare come bonus per il rinnovo dell’abbonamento o come sconto per il biglietto successivo?
Un’idea perfetta per riempire le nostre tasche e soprattutto perché ci sia quel famoso salto di qualità che da troppo tempo attendiamo. E’ facile infatti programmare nuovi orari, aumentare i prezzi e poi far quello che si vuole, tanto non c’è alternativa!
Articolo tratto dal gazzettino (23 gennaio 2009):
Mestre. Cede il terreno in stazione: chiusi due binari, traffico in tilt
VENEZIA - “Un cedimento del terreno all’esterno della stazione ferroviaria di Mestre ha portato alla temporanea chiusura dei binari 1 e 2, con conseguenti problemi per i treni che accusarono ritardi dai 60 ai 90 minuti.
Il cedimento è stato causato dai lavori per una serie di condotte e tunnel per il tram di Mestre, la cui linea è in fase di realizzazione e passerà sotto la stessa stazione ferroviaria. Questo ha portato alla decisione da parte delle Ferrovie di chiudere in via precauzionale due binari che servono le linee per Udine e Trieste, imponendo il sovrautilizzo di altre linee con conseguente accumulo di ritardi e difficoltà per i pendolari.”
Anche in questa storia sono sempre gli utenti ad aver subito i maggiori disagi, tanto per restare in tema!
24 Gennaio 2009
Treni in tilt per tre ore in tutto il Veneto a causa di un black out alla stazione di Mestre.
Si, è successo ancora. Due giorni fa, il 21 gennaio, il guasto alla linea elettrica di un binario ha provocato un cortocircuito, a causa del quale c’è stata una paralisi dei convogli dalle 17 alle 20 dello stesso giorno. I treni infatti potevano partire solo uno alla volta dall’unico binario rimasto con l’elettricità, causando dei ritardi anche di due ore.
Per fortuna l’esame di Promozione d’Immagine è terminato molto prima della catastrofe e io sono potuta arrivare a casa sana e salva. Ma lo stesso putroppo non si può dire per gli altri migliaia di pendolari che dopo una giornata di lavoro, di lezioni all’università o peggio ancora, dopo un’esame, altro non desiderano che arrivare a casa e sdraiarsi sul divano.
“Ho aspettato un’ora in treno prima di partire -racconta Franco- Dicevano che c’era un guasto elettico, e per me è stato l’ennesimo ritardo”.
22 Gennaio 2009
Articolo su trenitalia.com:
Domani, in occasione dello sciopero del personale FS proclamato da alcuni sindacati dalle 9 alle 17, la circolazione dei treni a media e lunga percorrenza si prevede regolare su tutta la rete ferroviaria.
Per quanto riguarda i treni locali, si ricorda che lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare (dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) mentre dalle 9 alle 17, in ambito regionale, la circolazione di alcuni convogli potrebbe subire qualche modifica.
Si invita pertanto la clientela ad informarsi, prima del viaggio, presso gli appositi punti informativi delle stazioni.
Di certo per chi come me, che a padova ci deve andare per un’esposizione orale che dura 20 minuti giusta a metà mattinata, non è il massimo…ma ormai non sorprende più niente da parte di trenitalia. I ritardi costanti nella tratta verona/venezia sono sempre gli stessi ogni giorno e per di più dal giorno che sono entrati in vigore i nuovi orari, quindi mi chiedo quanto si devono essere impegnati per un disastro del genere!! Allora l’unica soluzione per non restare bloccati a Padova è di arrangiarsi e quindi si va in auto…bello spreco dopo aver pagato un abbonamento mensile!