Imob doveva essere una rivoluzione, una ventata di modernità nel panorama dei trasporti di Venezia e Mestre. Una cosa che si trova solo nelle città più all’avanguardia, un sistema di bigliettazione elettronica INTELLIGENTE, smart card, chip-on-paper, tecnologia contactless Rfid e chi più ne ha più ne metta. Doveva rendere più veloci l’acquisto e i controlli, far sparire i supporti cartacei e migliorare la qualità del servizio.
Si…doveva.
Dico doveva, perchè mi sembra che ci siano alcuni problemi.Ad esempio vengo a sapere che l’ unica maniera per correggere un errore che loro hanno fatto sul mio imob, è andare in ufficio al Tronchetto. Ma come? Ma se è anche per i veneziani, vi sembra comodo il Tronchetto? Ma uno che abita a Burano, a S.Erasmo, al Lido o comunque lontano, può permettersi di perdere una giornata per sistemare questo benedetto biglietto elettronico?
Altra cosa, se volevano eliminare i supporti cartacei, ma perchè ogni volta che carico la tessera mi danno anche una ricevuta (di carta ovviamente) che devo conservare? Perchè la devo conservare? A questo punto dammi il biglietto come si faceva prima no?
Un ultima cosa, vorrei capire bene come funzione questa tecnologia Rfid (Radio Frequency identificator). Abbiamo sempre in borsa un chip,che una volta attivato trasmette i nostri dati e i nostri postamenti e funziona tramite frequenze radio…ma non è che se qualcuno volesse, potrebbe darci una spiatina? Questo dubbio non è venuto solo a me. Date un’occhiata a questo video, forse è un pò esagerato, ma fa pensare.
imob venezia
Ammetto di essere un pò prevenuta sul tema, ma, abitando su un’isola, per troppi anni sono stata costretta a prendere il vaporetto tutti i santissimi giorni. Senza nulla togliere agli altri pendolari, solo gli isolani possono capire il disagio che si prova quando si deve prendere il vaporetto. Per prima cosa, i collegamenti sono mediamente uno ogni 40 minuti, quindi se ne perdi uno ti aspetta una lunga attesa, seconda cosa non hai alternative. Non pui scegliere se prendere un treno, un’autobus o mal che vada prendere la macchina.Ci sono solo due soluzioni: Actv o costume e cuffietta.
I veneziani del centro storico però non sono messi meglio, infatti tantissimi si muovono solo a piedi. Questo penso sia dovuto un pò per la loro naturale propensione al camminare e un pò perchè, nei periodi di alta stagione turistica ( praticamente sempre) si ritrovano schiacciati come sardine nei vaporetti stracarichi di gente. Le linee peggiori sono avviamente quelle che da Piazzale Roma portano a Rialto, San Marco e Lido, salirci d’estate è praticamente impossibile. Ma io dico, possibile che se un veneziano non ha voglia o la possibilità di camminare debba farlo per forza?!
Ed ecco che l’Actv ha un’illuminazione: facciamo una linea solo per chi abita a Venezia.Solo chi ha la carta Venezia (I-mob) può salire. Quando l’ho vista non credevo ai miei occhi…una linea solo per i veneziani, per quelli che quel percorso lo devono fare tutti i giorni, per gli anziani che non trovano mai posto per sedersi, per quelli che non hanno la forza o la voglia di camminare…Ahhh, che bello, che bello. Così quando tornerò da Padova con la valigia e il borsone non me li dovrò trascinare per tutta la città. Ottimo,era ora.
Inizia così l’avventura della linea 3. Il primo periodo controlli severissimi: solo mostrando l’ I-mob si può entrare.Poi dopo poco tempo, si iniziano a vedere i primi intrusi…sempre di più, sempre di più.Va bhè, pazienza, il tragitto è ancora piacevole,c’è gente ma non siamo accalcati.E poi…un brutto giorno vedo un cartello vicino alla fermata : la linea 3 è STATA SOPPRESSA. Fine dell’avventura.
Non ci resta altro che piangere…e camminare.
Nuova linea Actv per i possessori di carta Venezia
Per farvi un’idea…
Apre in questi giorni un nuovo blog…una nuova giovane iniziativa per la rete: riunire in un unico spazio, ben definito, organizzato e sempre aggiornato, tutto il mondo dei trasporti. Questo blog è uno spazio libero di “citizen journalism”: chiunque, seguendo le semplici regole che sono fornite nel blog, può dire la propria opinione e offrire lo spunto d’opinione sul mondo dei trasporti.