28 Gennaio 2009
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo articoletto che ho trovato sul sito www.freeonline.org
A me sembra un’idea carina e un valido aiuto per i pendolari.
“Pendolaritalia nasce dall’idea di giovani professionisti nell’ambito IT, allo scopo di offrire un servizio gratuito, utile agli utenti che si spostano spesso per lavoro o divertimento. Pendolaritalia.it vuole essere un punto di riferimento, un modo per condividere la propria auto con altre persone, un aiuto a tutti coloro che non posseggono un’auto, un nuovo modo di viaggiare, ecologico e intelligente: risparmiare, risparmiando l’ambiente. Il servizio è gratuito: tutti possono registrarsi ed accedere alle funzionalità offerte dal sito in modo semplice e intuitivo utilizzando il web come strumento di contatto tra persone che hanno la necessità di spostarsi.”
Date un’occhiata al sito www.pendolaritalia.it e poi fatemi sapere cosa ne pensate…:-)
26 Gennaio 2009
Il 26 luglio ho preso il traghetto Toscana Snav da Civitavecchia per Palermo.
L’imbarco si svolge in tempi normali e velocemente. In poco tempo siamo a bordo, prendiamo possesso della cabina (piccola però abbastanza pulita) e ci sistemiamo nel salone.
Partiamo puntualmente alle 19, e già la prima cosa strana: il comandante annuncia che l’ora d’arrivo è prevista per le 9 cioè un’ora dopo quella scritta sul sito. Fa niente, tanto la stanza in hotel la danno nel pomeriggio. Il bello però arriva dopo cena: alle ore 21.15 la nave si spegne. Si spengono le luci e si spegne il motore. Nessun annuncio del comandante, però per la nave ogni tanto si vedono le persone dell’equipaggio che ci dicono che tempo 15 minuti e si riprenderà la normale navigazione.
Passano i minuti e non succede niente. Intanto la gente inizia a preoccuparsi, inizia a fare caldo, i bimbi piangono e il comandante tace. Tutti continuano a dire che tempo 15 minuti e il guasto sarebbe stato ripartato, ma questi 15 minuti durano da almeno 45!!! Inizia a crearsi un capannello di gente alquanto preoccupata davanti la reception. Il comandante di coperta ci rassicura che il guasto è riparato, ed è solo questione di attimi. In tutto ciò al bar non ci danno niente perchè senza corrente non vanno le casse. Ci offrono solo un bicchiere d’acqua. Quando il comandante annuncia che la riparazione è ancora in corso, inizia il delirio. L’equipaggio inizia a dire che loro non sanno niente, però poco prima avevano assicurato che era stato riparato. I passeggeri iniziano a scaldarsi, e anche l’equipaggio perde la calma. Più di una volta siamo stati vicini ad una rissa perchè quelli della security non parlavano italiano e appena sentivano qualche passeggero che alzava la voce si avvicinavano minacciosi. In più non c’era nessuna comunicazione sicura. Solo dopo un paio d’ore hanno iniziato a distribuire gratis mezzo litro d’acqua a testa e qualche panino (ma solo perchè con i frigoriferi non funzionanti si sarebbero rovinati e avrebbero dovuto buttarli).
Durante i vari tentativi di riazionare i motori la luce va e viene, e questo aumenta il panico.
Dopo 4 ore di caldo asfissiante finalmente riparte il primo generatore, che almeno ci riporta l’acqua e l’aria condizionata.
Verso le 3 di notte finalmente il guasto è riparato e riprendiamo la navigazione.
Arriviamo al porto di Palermo con 5 ore di ritardo e molti disagi per chi aveva coincidenze con altri traghetti.
E per chiudere il bellezza, sembra che non potremo avere nemmeno il rimborso per le 5 ore di ritardo!!
25 Gennaio 2009
Ok sono d’accordo, il malfunzionamento del trasporto pubblico italiano non ha eguali, sono il primo a dirlo! Sono però anche convinto del fatto che spesso la mentalità della gente non aiuti molto a risolvere i problemi.. Se tutti noi (compreso io che scrivo) iniziassimo un po’ alla volta a rinunciare ai nostri capricci e ci guardassimo un attimo intorno, forse qualche miglioramento ci sarebbe! Non c’è dubbio, è molto più comodo spostarsi in auto piuttosto che in bus o in treno - figuriamoci, con tutti quei ritardi sarebbe un disastro!! - ma probabilmente se tutti noi usassimo i mezzi pubblici, tutti quei ritardi non ci sarebbero, per non parlare dei miglioramenti a livello di inquinamento (e qui mi ricollego ad un articolo pubblicato qualche giorno fa), ma questo è un altro discorso.. Avendo più disponibilità economiche, le aziende di trasporti inizierebbero ad ottimizzare i loro servizi, che ne so, raddoppierebbero il numero di autobus, costruirebbero nuove ferrovie coprendo più zone, riuscirebbero a fornire un numero di treni tali da accontentari tutti gli utenti..
A mio avviso, in questo momento viviamo in una sorta di circolo vizioso. Mi spiego. Noi usiamo il meno possibile tutto ciò che è trasporto pubblico. Preferiamo la nostra bella e comoda macchinina, così possiamo partire quando vogliamo, fermarci dove vogliamo, arrivare dove vogliamo.. Che interesse può avere quindi un’azienda come Trenitalia a spendere soldi ed energie per migliorare qualcosa che tanto solo in pochi useranno!! Dall’altra parte, c’è da dire che preferiamo la nostra bella e comoda macchinina perché il servizio di Trenitalia è pessimo, perché il treno si ferma distante dalla nostra distinazione, perché gli autobus costano troppo e sono freddi e scomodi..
Solamente riflessioni queste, per carità, in questo articolo non c’è la volontà di difendere né l’una né l’altra opinione. Semplicemente ogni tanto mi chiedo a chi spetti cominciare ad agire per cambiare un attimo questa situazione…
24 Gennaio 2009
Fino ad oggi, le soluzioni adottate contro il problema dell’inquinamento sono state molteplici: blocco della circolazione, chiusura dei centri storici, targhe alterne… Tutte soluzioni più o meno discutibili perché poco hanno fatto in termini di abbattimento delle emissioni inquinanti, ma al contrario, hanno causato non pochi disagi alla popolazione di Mestre e dintorni. Il Comune di Mestre ha perciò deciso di realizzare nella sua città un trasporto pubblico elettrico, in quanto necessario, secondo l’assessore ai lavori pubblici, a fornire una valida alternativa al trasporto privato e quindi alla diminuzione del livello di inquinamento atmosferico ed acustico.
Ma molti non sono d’accordo.
In tanti sono infatti a sostenere che i benefici non saranno maggiori ai disagi e alle proteste che i cantieri hanno causato fino ad oggi. E’ sufficiente cliccare su YouTube, sotto la voce «rotaia killer», su uno dei numerosi video che testimoniano cadute e incidenti lungo la linea del tram di Padova, dove la monorotaia ha già causato un morto e 300 feriti, di cui 4 rimasti invalidi.
A questo punto non ci resta che chiederci perché progetti così pericolosi per i cittadini siano approvati e realizzati senza che li stessi vengano realmente informati sulla loro pericolosità: Si dovra’ aprire anche a Mestre un Comitato vittime metrobus?
Translohr Padova rotaia killer caduta e ferimento
Translor Padova incidente moto rotaia killer futuro dazoppo
Translohr Padova rotaia killer incastro ruota di bici
22 Gennaio 2009
Il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR) è una rete di treni regionali ad elevata frequenza ad orario cadenzato progettato e, in fase di attuazione, in Veneto a cura della Regione stessa, delle Ferrovie dello Stato, di Sistemi Territoriali e dei vari enti locali interessati. Tale rete sfrutterà le ferrovie già esistenti integrate da nuove tratte e da nuove stazioni in corso di realizzazione o in progetto. L’idea di base si richiama alle S-Bahnen tedesche ma con una differenza: la rete del SFMR non coinvolgerà un’unica città ma sarà dislocata su tre poli principali, ovvero Venezia, Padova e Treviso, e da una serie di poli secondari . L’utilizzo di questa rete dovrebbe essere più conveniente agli utenti dato che:
- nelle stazioni di corrispondenza a due o più linee le corse arriveranno e partiranno in orari per quanto possibile vicini riducendo l’attesa dei passeggeri che devono cambiare treno.
- la frequenza delle corse per ogni linea dovrà essere assolutamente costante (per esempio ogni 15 o 30 minuti), ovviamente con una differenziazione in base alla fascia oraria o al giorno della settimana (lavorativo o festivo)
- per aiutare il più possibile l’utenza a ricordare gli orari dei treni si cercherà di far partire gli stessi dalle stazioni principali ai minuti 0, 15, 30 e 45.
Complementare a tutto ciò sarà sia la riorganizzazione delle autolinee, che dovranno favorire l’interscambio gomma/rotaia, sia l’adozione di un sistema tariffario comune a tutte le aziende di trasporto interessate. Si prevede che la percentuale di utenti che cambierà sistema di trasporto, utilizzando quindi la nuova “metropolitana”, aumenterà del 74.2%, riducendo il numero dei viaggiatori su strada. Verranno inoltre create 11 nuove stazioni, ammodernate quelle gia esistenti e soppressi i passaggi a livello. Il progetto riguarderà sei linee principali:
- La linea 1 si svolgerà tra Venezia Santa Lucia e Quarto d’Altino.
- La linea 2 correrà tra Venezia Santa Lucia e Treviso Centrale.
- La linea 3 collegherà le due maggiori città dell’area, Venezia e Padova.
- La linea 4 collegherà Padova con Castelfranco Veneto.
- La Linea 5 riguarda il tratto Adria e Mestre
- La linea 6 collegherà Venezia Santa Lucia e Castelfranco Veneto
Detto ciò resta comunque da dire che il progetto SFMR, firmato una decina d’anni fa, è lungimirante, i cui tempi di realizzazione si sono allungati ma i cui lavori sono andati sempre avanti. I ritardi comunque non dovrebbero stupirci in un paese dove si è arrivati nel 2009 alla soluzione dei problemi della tangenziale di Mestre (già previsti dai suoi progettisti negli anni ’60), ma di sicuro gli allungamenti dei tempi danno fastidio! Altra considerazione da fare è che non basta intervenire nel quadrilatero Venezia, Padova, Treviso, Castelfranco per risolvere i gravi problemi di trasporto che permangono nella nostra regione; l’allargamento dovrebbe riguardare almeno Vicenza, Conegliano, Portogruaro, Monselice e Bassano come proposto dalla regione (peccato che i progetti del 2000 siano stati bocciati dal governo).
L’idea della metropolitana in superficie è senza dubbio ottima. Resta ancora tutto da vedere però: sarà una risposta efficace e reale ai problemi del pendolarismo?
Ma soprattutto, dovremmo aspettare altri dieci anni per vederla completata?
19 Gennaio 2009
Scene di ordinaria follia italiana, o meglio vicentina. Ogni tanto, quando le ricerche segnalano il superamento di ogni limite d’inquinamento in città, si ritorna a parlare di smog, polveri sottili ed emissioni. Allora piovono indignazioni, esperti ed opinione pubblica si interrogano e discutono sulle possibili soluzioni, tra progetti di auto futuristiche e “facciamo come in Olanda, là si che sono rigorosi” arriva lui, l’immancabile quanto meno furbissimo provvedimento dei sindaci e dei loro assessori che, bendati, scelgono un capro espiatorio a caso e ne fanno la causa prima di tutti i mali dell’uomo. Ecco la geniale trovata: stop ai veicoli Euro 0 e Euro 1 in centro e nei dintorni. Giusto, queste auto sono vecchie e costruite senza rispetto per l’ambiente in quanto inquinano di più di quelle nuove. Ogni anno infatti le nuove auto immatricolate rispettano degli standard sempre più rigorosi, o almeno dovrebbero esserlo, nelle emissioni inquinanti e quindi meritano gli appellativi di Euro 4, 5 etc. Peccato che i provvedimenti trascurino il fatto che tutti i SUV e i “macchinoni” dei vicentini per bene inquinino 2 0 3 volte di più del carretto Euro 1 di quel poveraccio che non ha i soldi per comprarsi un’auto nuova. Alla faccia dei provvedimenti ecologici. Di sicuro non è solo colpa dei sindaci, ma di tutto un sistema, quello dell’industria automobilistica, che se la ride di fronte alla rovina dell’ambiente e attacca al SUV l’etichetta Euro 5, pigliando tutti per fessi. Fate una cosa, fighetti, scendete da quel mostro ecologico di auto e prendete i mezzi pubblici…no, forse è meglio di no, in questa stagione rischiate il congelamento nell’aspettare un treno soppresso o in ritardo di 120 minuti…Ah già, questa è un’altra storia.
11 Gennaio 2009
Apre in questi giorni un nuovo blog…una nuova giovane iniziativa per la rete: riunire in un unico spazio, ben definito, organizzato e sempre aggiornato, tutto il mondo dei trasporti. Questo blog è uno spazio libero di “citizen journalism”: chiunque, seguendo le semplici regole che sono fornite nel blog, può dire la propria opinione e offrire lo spunto d’opinione sul mondo dei trasporti.