28 Gennaio 2009

Con il carrozzone non si può andare avanti!

Categoria: Treni — Fede @ 20:39

Da quanti anni ormai si parla di problemi nei trasporti pubblici?

Da quanti anni questi enti continuano a spendere inutilmente i soldi di noi contribuenti senza rendere servizi ben funzionanti?

Non so in quanti si siano già fatti queste domande, penso chiunque che almeno una volta nella sua vita abbia preso un treno…

Mi è capitato sotto le feste di voler fare una gita a Milano con degli amici, visto il periodo ed il tempo incerto, abbiamo deciso per il treno.

Non sorprenderò nessuno nel dire che il treno in arrivo da Venezia, era in ritardo di venti minuti… che sono lievitati poi durante il tragitto arrivando a quasi un’ora di ritardo all’arrivo, certamente chi avesse avuto una qualche coincidenza non era di certo al settimo cielo.

A noi non ha creato gravi problemi, ma ciò fa riflettere, cerco di mettermi nei panni di quei poveri pendolari che quotidianamente vivono o meglio sopportano queste situazioni e questo quando va bene! Quando va peggio si ritrovano ad avere a che fare con un qualche sciopero o guasto.

Quello che maggiormente infastidisce, è il fatto che questi poveri cristi usano i treni come mezzi di trasporto per andare a lavorare o per andare a studiare.

E’ accettabile il fatto di dover partire con ore di anticipo, come mi ha detto una studente pendolare che era li con noi:”almeno prima o dopo si arriva”?

E quando non si arriva?! Si rischia di perdere un esame importante, o di mettere a rischio il posto di lavoro…

Mi sono informato a riguardo, per cercare di risolvere queste situazioni, si è  provato a liberalizzare il mercato ferroviario, scelta che può aiutare a migliorare la situazione che si era creata ma che tuttora continua a persistere, questo perché in realtà in Italia il mercato ferroviario non è liberalizzato, in quanto la separazione formale di rete e operatore ferroviario è solo formale, perché sia Rfi che Trenitalia sono partecipate al 100% dalla stessa holding, Ferrovie dello Stato.

Trenitalia è monopolista del mercato, dove detiene una percentuale di quote molto alta nel settore merci e quasi totale nel settore passeggeri.

Ecco spiegato dunque il perché sia cambiato poco o niente, ma non vuol dire che sia la strada sbagliata.

Sulla carta è possibile competere, tanto che alcuni operatori merci alternativi a Trenitalia stanno aumentando lentamente le loro quote di mercato e alcuni operatori nel settore passeggeri entreranno nel mercato nei prossimi anni.

Purtroppo la strada sarà ancora lunga in quanto i privati trovano ancora difficoltà ad entrare, la mancata separazione tra Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), crea un sistema di favori incrociati, si ha inoltre la barriera all’entrata degli oneri di servizio pubblico, che meriterebbero di essere ritoccati.

La creazione della rete ad alta velocità comunque potrà aiutare questo cambiamento, in quanto consentirà una maggiore concorrenza tra gli (eventuali) operatori, perché creerà una maggiore disponibilità di tracce orarie.

Ricordo che trenitalia opera in regime di quasi monopolio pubblico e, nonostante questo, continua a maturare perdite per miliardi di euro, nonostante i prezzi dei biglietti siano aumentati anche del 15% l’anno e nonostante i contributi statali e regionali.

Questo non è tollerato nelle aziende private in quanto non riuscirebbero a sopravvivere, mentre nel pubblico a causa di dirigenti super pagati, esuberi di personale, ecc. questo è quasi la norma.

La liberalizzazione completa del trasporto ferroviario deve essere un obbiettivo primario del governo, assieme alla privatizzazione di Trenitalia e Rfi ,vietando la possibilità di un azionariato incrociato o altri conflitti di interesse tra gestore della rete e operatore del servizio.

3 commenti »

  1. Il solo fatto che un monopolio sia in perdita fa molto pensare…

    Commento di katia — 28 Gennaio 2009 @ 20:56

  2. Basta con questi favoritismi verso i monopolisti di fatto…! Separazione della rete dall’azienda che offre il servizio.. questo serve! Sembra il caso Telecom con Open Access… non serve a nulla finché la società della rete rimane in mano dell’ex-monopolista!
    Speriamo sia arrivato il momento di cominciare a prendere sul serio questi grossi problemi tipici del Bel Paese…

    Commento di Sim — 28 Gennaio 2009 @ 21:23

  3. certo fa pensare…fa pensare soprattutto a come fanno alcuni piccoli operatori privati a starci dentro con i conti essendo in concorrenza con un colosso che controlla quasi tutto il mercato, mentre chi è favorito non sa fare altro che creare buchi… ma in quani ci guadagnano sotto??

    Commento di Fede — 29 Gennaio 2009 @ 03:20

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